Un libro che racchiude testimonianze di personaggi polesani, Sergio Sottovia 50 anni di Panathlon Rovigo Olimpionici & Gentlemen, polesani che hanno partecipato ad almeno un'Olimpiade

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Sergio Sottovia - 50 anni di Panathlon Rovigo - Olimpionici e Gentlemen

Sergio Sottovia - 50 anni di Panathlon Rovigo - Olimpionici e Gentlemen  
Prezzo € 10,00
Codice Autore: Sergio Sottovia
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Il libro, che si compone di due parti, evidenziate anche dall'utilizzo di due diverse carte all'interno, celebra il 50° Anniversario di costituzione, nel 1959, del Panathlon Club di Rovigo. Nella prima parte sono raccolte testimonianze ed immagini della vita del Club, curate dai dirigenti attuali: Anna Paola Nezzo, Bruno Piva, Raffaello Salvan con ricerche d'archivio di Gianfranco Frigato. Nella seconda, di cui è autore Sergio Sottovia, viene invece dato risalto, attraverso lunghe interviste e fotografie, ai dieci "personaggi" polesani che hanno raggiunto nella loro carriera la partecipazione ad almeno un'Olimpiade. Il libro è uscito con il Patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo, del Comune di Rovigo e la sua pubblicazione è stata resa possibile anche grazie al contributo di Guerrato Spa, Serramenti Pavanello e Toffoli, Ottici in Rovigo dal 1867. La copertina è di Alberto Cristini. Il libro non ha un prezzo di copertina, quello indicato è da intendersi come rimborso spese per la spedizione da questo sito.

"Ho il grande privilegio di essere il Presidente a cui tocca celebrare il cinquantesimo anno di fondazione del Panathlon Club Rovigo. Sono consapevole di raccogliere i frutti e l'impegno degli altri presidenti e di tutti quelli che a vario titolo hanno portato avanti gli ideali del panathletismo nel nostro territorio. 
Cinquanta anni sono un traguardo importante per tutti, soprattutto per un club service dello sport che deve continuamente lottare per imporre i grandi ideali a cui ha sempre inspirato il suo operato. Sono stati anni felici onorati dalla presenza di tanti campioni che come testimoni ci hanno visitato, talora inframmezzati da qualche delusione per la mancata partecipazione dei nostri soci, presto dimenticate,  quando con i pochi mezzi a disposizione abbiamo potuto realizzare un qualche service di spessore magari a favore degli atleti disabili, o quando  abbiamo potuto consegnare un simbolo del nostro riconoscimento a grandi e piccoli campioni che ci hanno onorato per le loro imprese anche in posti lontani  al di fuori del nostro territorio. Cinquanta anni ma non li dimostra, non è professione di puro narcisismo ma l'augurio a chi ci succederà di mantenere inalterato questo spirito di giovanile entusiasmo al servizio dello sport."
         
Intervento all'interno del volume di Bruno Piva, Presidente del Panathlon Club di Rovigo, nella prima parte dedicata ai 50 anni del Club.

 

"Perché un capitolo di questo libro sugli OLIMPIONICI POLESANI?
Semplicemente perché era giusto farlo, perché non l’aveva fatto nessuno e perché mi
è stato sollecitato anche in sede istituzionale. Ma soprattutto perché lo meritavano LORO, i
nostri Olimpionici Polesani, tanto più che questo speciale patrocinio ‘Panathlon Club Rovigo’
li onora in modo sinergico come testimoni dei più alti valori dello sport da trasmettere.
Un viaggio quindi tra ‘Memoria & Futuro’, come l’eterno viaggio dell’uomo, prima
bambino poi adulto e infine vecchio.
Parafrasando Pirandello, questo libro è stato per me una specie di DIECI PERSONAGGI
IN CERCA D’AUTORE. Toccava e tocca a noi metterli in mostra e farli diventare una specie di
‘task force’ perché, attraverso il significato più profondo della loro partecipazione olimpica,
diventino apostoli di valori sportivi e morali tra i giovani e nella società attuale.
A questo ho pensato, indipendentemente dalle mie capacità, quando… Era il 7 ottobre 2006 e
Carli Ranzato era venuto a Rovigo dalla Valpolicella con la sua Renata per visitare la Mostra
Documentaria ‘Il Polesine del XX secolo attraverso lo sport’. Poi una persona evidentemente
buona gli ha dato il mio numero di cellulare e ci siamo incontrati al Censer perché… solo i
Grandi Vecchi hanno la voglia e la pazienza di raccontare ‘favole di storia’ ai bambini.
Per farla breve il longilineo Ranzato, già Provveditore agli Studi di Rovigo e socio
d’onore di questo Panathlon, dopo lo scambio dei libri (il mio piccolo Polesine Gol per il suo
speciale ‘Cassonetto’) mi ha dato anche delle foto storiche e un articolo di un quotidiano nazionale.
Quell’articolo datato 4 luglio 1972 parlava della “Festosa inaugurazione allo Stadio dei
Marmi”e titolava “Brucia da ieri al Foro Italico la fiamma dei Giochi della Gioventù”. Fu quanto
mai ‘galeotta e simbolica’ quella foto di un ragazzino che in maglia bianca e pantaloncini corti
correva con una fiaccola in mano. Tanto più che la didascalia recitava così: “Andrea Ranzato,
dodici anni, atleta finalista in Rappresentanza di Rovigo, l’ultimo tedoforo della staffetta che
ha condotto al Foro Italico da Piazza di Spagna il fuoco dei Giochi della Gioventù”.
Ebbene, anche se poi ho scritto il secondo e il terzo libro di Polesine Gol e qualcos’altro,
da quel giorno ha pensato e ho… corso la mia maratona in un ideale passaggio di testimone
con altri staffettisti ‘vicini e lontani’, dai professionali amici giornalisti agli addetti ai
lavori ‘on the road’.Con spirito di servizio verso i ‘Polesani Olimpici’, trovando in loro quella speciale sensibilità che li ha fatti diventare una vera e propria squadra ‘Olimpionica’, praticamente
questo team “TOP TEN MADE IN POLESINE”da esportare in the world, tramite appunto il Panathlon e questo libro che vale soprattutto per il suo ‘insieme’.
Un viaggio da maratoneta, per certi versi ‘alfa e omega’ dentro un mondo sportivo
dalle radici greche. Un viaggio fatto per onorare sia il Panathlon che gli Olimpionici, le stesse
due parole – copertina di questo LIBRO che mixati assieme a Gentlemen diventano trilogia
per onorare ‘tutti quegli atleti’ polesani che hanno partecipato ad almeno una edizione dei
Giochi Olimpici. Gratificandoli perché sono stati e perché continuino ad essere signori di
sport e di vita soprattutto per altri giovani e per le istituzioni. Certo, etimologicamente
parlando, se ci agganciassimo alle radici ‘Olympia’ e ‘Nike’ dovremmo parlarvi soltanto di
coloro che hanno trionfato (cioè ottenuto l’oro), ma ho preferito una interpretazione più
elastica per due motivi essenziali. Innanzitutto perché l’idea di mixare la Panathlon Rovigo
Story con la storia dei partecipanti polesani ai Giochi Olimpici mi sembrava riduttiva rispetto
ad una terminologia che ormai nel lessico comune considera gli atleti olimpici non solo dei
partecipanti, ma sempre più dei portabandiera di valori sportivi e morali. E poi perché, questi
‘TOP TEN’ rappresentanti del nostro Polesine, più che essere dei soli portabandiera vanno
considerati dei ‘trionfatori’ e quindi tout-court degli Olimpionici, cioè delle fiaccole che il
Panathlon, anche lui come ultimo tedoforo, vuole accendere per questa speciale edizione –
libro. Onorandoli in modo ‘enciclopedico’ in occasione delle nozze d’oro che lo stesso Club
Service festeggia con la Storia e con questo Libro.
Anche per questo valeva la pena di aprire la nostra rassegna – personaggi con Tullio
Biscuola, primo perché è stato maratoneta a Parigi e poi perché è stato anche tra i fondatori
nel 1959 del Panathlon di Rovigo. Pensate! La maratona e le Olimpiadi, la quintessenza dello
sport. La corsa e la fiaccola, la fatica e la gioia. Ecco perché Tullio Biscuola è in questo libro il
simbolico primo staffettista che parte da Olympia per arrivare a… Rovigo. Olimpionico toutcourt
quindi il nostro Biscuola, primo tra i dieci per essere stato maratoneta in quel 13 luglio
1924 a Parigi, stoico peraltro per aver percorso gli allora canonici 42,195 chilometri sotto la
calura asfissiante di quella domenica francese.
Apripista di una ‘mosaico–story’ di Olimpionici, l’abbiamo detto, tra memoria e futuro,
pensando ai 3000 anni di storia tra Olympia e Pechino. Pensando ai Giochi dell’Antica
Olympia e ai Giochi Estivi Moderni, quelli iniziati nel 1896 ad Atene promossi da Pierre De
Coubertin, lo stesso che li volle a Parigi nel 1924 (anche se c’erano già stati nel 1900), proprio
dove corse la maratona Tullio Biscuola. Capostipite in sequenza cronologica degli altri
Personaggi – Story in questo libro, vale a dire Benito Pigato (ciclismo, Mexico 68), Renzo
Bulgarello (canottaggio, Monaco 70), Laura Foralosso (nuoto, Mosca 80), Antonio Ricchieri
(calcio, Seul 88 e Barcellona 92), quindi il trio di Montreal 96 formato da Vigor Bovolenta
(pallavolo, poi bissata a Pechino 2008) quindi Giovanna Pasello (double trap – tiro a segno) e
Christian Giantomassi (pugilato), poi Jean-Pierre De Vincenzi (figlio di emigranti melaresi e
coach del basket francese medaglia d’argento a Sidney 2000). Per un top ten cronologicamente
sigillato da Simona Gioli pallavolista a Pechino 2008 prenotando, perché no, London 2012
dove potrebbe esserci anche la polesana Marta Menegatti campionessa europea 2009 nel beach
volley, mentre la rodigina Marika Zanforlin sta già prenotando un posto per le Olimpiadi
invernali di Vancouver 2010 nel pattinaggio artistico.
Un viaggio il mio che è partito da lontano, se si pensa che personaggi come Ricchieri
e Bulgarello (senza contare i preolimpici Quaglio e Rosatti) li avevo intervistati e ascoltati a lungo addirittura prima dell’inizio del Terzo Millennio, mentre da circa due anni mi ha recitato
il suo canovaccio la Pasello prima di incontrarla poi l’anno scorso, qualche mese dopo che
avevo conosciuto Vigor Bovolenta. Ma l’accelerazione e la fortuna si sono combinate assieme
quest’anno, quando è nata l’idea per mettere in squadra gli “Olimpionici & Gentlemen”.
Davvero i ‘TOP TEN MADE IN POLESINE”sono stati olimpionici, sia di fair play che di
pazienza. E fin da subito abbiamo corso assieme con Bulgarello, la Pasello e Bovolenta tagliando
per primi il traguardo. Tutti di grande disponibilità, nel riandare in flashback anche
dentro i loro ricordi giovanili e polesani, con una sensibilità speciale verso chi li ha aiutati
nella loro ‘infanzia sportiva’: è stato così anche nelle successive storie, completate peraltro
direttamente in Polesine, prima con la Gioli ‘madrina’ al Galà del Volley a Lendinara, poi con
la Foralosso in licenza – ferie a Rovigo, quindi con Pigato in ‘fuga turistica’ dalla Toscana a
San Martino di Venezze. Senza contare che sono stati determinanti alcuni amici per le storie
di Giantomassi (leggi Gualtiero Becchetti e Ivan Malfatto) e di Jean-Pierre De Vincenzi che
l’amico Raffaele Ridolfi mi sollecitava da tempo, compresi i flash melaresi alle Olimpiadi Invernali
di Torino 2006.
Tutte storie scritte a ‘quattro mani’, frutto della mia passione e delle mie ricerche,
ma ancora di più frutto del cuore e della testa dei nostri ‘TOP TEN OLIMPIONICI’. Anche per
questo le loro icone sono moderne fiaccole per accendere nei giovani nuovi valori olimpici."

Premessa di Sergio Sottovia alla seconda parte del libro dedicata agli "Olimpionici & Gentlemen"





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