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Virgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine

Virgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine  
Prezzo € 18,00
Marca Collana: Monografie
Codice Autore: Antonello Nave
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Presentazione di Leobaldo Traniello

Virgilio Milani: Gli esordi. Virgilio Milani e la scultura degli anni Dieci nel Polesine - La vocazione e il mestiere. L’opera di Virgilio Milani negli anni del fascismo - Dalla sintesi all’astrazione. Un percorso tra le opere della maturità e del disincanto. La scultura del Novecento nel Polesine: Da Ettore Ferrari ad Augusto Sanavio. Scultori ‘forestieri’ nel Polesine di età giolittiana - Guido Cremesini: uno scultore tra ufficilità e umorismo - Arturo Dazzi: cronaca di un’occasione mancata - Tra Emilia e Polesine. Gaetano Samoggia e Gino Colognesi - La scultura in legno. Giuseppe Duò e Atti lio Sacchetto - I vecchi e i giovani. Scultori fra tradizione, novecentismo e crisi del linguaggio plastico. Il ventennio fascista - Dopoguerra, ‘ricostruzioni’ e oltre.

Indice dei nomi.

 Virgilio Milani ha di diritto il ruolo di primo piano nella scultura polesana del Novecento, ma non è certo l’unico personaggio da conoscere: l’elenco degli artisti nati e attivi in provincia, o nati qui ma attivi altrove, o giunti da fuori per operare in Polesine è sorprendentemente ampio. ...

 Questa panoramica della scultura in Polesine nel Novecento offre un altro spunto di considerazione: se all’inizio del periodo l’artista non locale preferito dai committenti polesani era Augusto Sanavio, nella seconda metà del secolo arrivano in Polesine opere di Neri Pozza, di Angelo Biancini, di Augusto Murer, di Pericle Fazzini: rimangono episodii sporadici, e dunque non testimoniano una cultura diffusa, ma sono pur sempre termini di riferimento importanti. Questa panoramica sulla scultura in Polesine nel Novecento offre un altro spun-to di considerazione: se all'inizio del periodo l'artista non locale preferito dai committenti polesani era Augusto Sanavìo, nella seconda metà del secolo arrivano in Polesine opere di Neri Pozza, di Angelo Biancini, di Augusto Murer, di Pericle Fazzini: rimangono episodii sporadici, e dunque non testimoniano una cul-tura diffusa, ma sono pur sempre termini di riferimento importanti. Ad ogni modo, intenzionalmente Nave non fa esplicite distinzioni di valori (ma non è difficile al lettore tirare delle conclusioni): prima di arrivare a questo è necessario lasciar decantare la messe di notizie, approfondire i contesti, e se è pos-sibile integrare quanto è emerso finora: perché l'esperienza insegna che la pub-blicazione di uno studio su un argomento mai in precedenza trattato è un evento che fa emergere documenti, testimonianze, notizie che era praticamente impossibile individuare prima.





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